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La start-up innovativa BIOENUTRA ha raggiunto un altro importantissimo traguardo: in data 19 Ottobre 2017 ha depositato col numero 102017000118607 il brevetto "Frazioni standardizzate da cultivar Coratina e loro uso per la prevenzione delle patologie correlate all'esposizione da sostanze reattive dell'ossigeno". Il brevetto riguarda gli studi e le ricerche effettuate dal gruppo di lavoro di BIOENUTRA e dal personale docente dell'Università di Bari, Facoltà di Farmacia, Biotecnologie ed Agraria, a riguardo della caratterizzazione e possibili utilizzi di un fitoestratto ottenuto esclusivamente con metodi naturali, comportanti il frazionamento, selezione e concentrazione dei principi attivi polifenolici contenuti nelle acque di vegetazione prodotte dalla molitura delle olive della cultivar Coratina.

BIOENUTRA estrae da matrici naturali mediante procedimenti naturali e senza uso di additivi chimici Complessi Polifenolici, sia in forma liquida che in polvere, commercialmente denominati "MOMAST(®) XY", caratterizzati da elevata concentrazione di Polifenoli della famiglia del tirosolo e suoi derivati, da utilizzare tal quali o come ingredienti di altre formulazioni, per le loro proprietà antiossidanti, in campo nutraceutico, cosmetico, alimentare e farmaceutico.

La missione della start-up BIOENUTRA è realizzare prodotti per la salute dell'uomo, valorizzando le coltivazioni autoctone, in particolare di Coratina, e sfruttando un prodotto secondario della produzione dell'olio extravergine d'olivo, le acque di vegetazione da cui è stato isolato un complesso polifenolico attivo dell'idrossitirosolo. Basti pensare alle quantità di acqua di vegetazione che si producono nei frantoi in Puglia (circa 1 milione di tonnellate/anno) per capire la ricchezza di principi attivi che si possono recuperare. Ciò, oltretutto, permette di eliminare un prodotto secondario che altrimenti andrebbe smaltito, nel rispetto dell'ambiente e a costi elevati.

I polifenoli costituiscono una famiglia di sostanze di origine vegetale; sono prodotti dal metabolismo secondario delle piante, in particolare dell'ulivo, e assolvono principalmente una funzione di difesa della pianta da parassiti e patogeni In natura sono stati identificati circa 10.000 composti polifenolici in diverse specie vegetali.

L'estrazione dei polifenoli è un nuovo settore nell'industria di trasformazione delle olive, da cui si ottiene una formulazione utilizzabile per varie applicazioni interessanti. Un settore industriale che non produce alcuno scarto ma utilizza tutte le componenti, eliminando costi superflui e addirittura creando nuove fonti di guadagno che sono appunto l'acqua di vegetazione, le bucce, ecc.

Ciò implica l'uso di processi innovativi supportati da validi dati scientifici e ricerche all'avanguardia. Lavorando in questa ottica si può avere una materia prima attiva, facilmente accessibile, producibile in grandi quantità e a bassi costi. Gli studi e le ricerche sin qui condotte dimostrano innanzitutto che il prodotto non è citotossico, almeno fino a 3 volte la concentrazione alla quale manifesta il massimo della propria attività antiossidante, e quindi può tranquillamente essere impiegato per uso umano, essendo sperimentalmente dimostrata la capacità di svolgere le seguenti azioni benefiche: azione antiossidante, azione citoprotettiva da metalli pesanti, attività antibatterica, attività antinfiammatoria generale, attività cardioprotettiva e di prevenzione delle malattie circolatorie, attività antiaging e lenitive.

Sono da approfondire ulteriormente gli aspetti connessi con la capacità di prevenzione dei tumori, che alcuni studi hanno accertato con riferimento al consumo di olio extravergine di oliva ad elevato contenuto di idrossitirosolo ed altri polifenoli dell'oliva.

La società BIOENUTRA al fine di accelerare lo sviluppo ad altri estratti polifenolici ed ampliare la produzione ha deciso di estendere il proprio capitale e di cedere ad eventuali nuovi investitori il 45% del proprio capitale sociale. Tutti gli investitori privati o istituzionali usufruiranno di un beneficio fiscale pari al 30% del capitale investito, secondo quanto confermato con il provvedimento "Industria 4.0" della legge di bilancio 2017.

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